martedì 2 maggio 2017

Non lanceremo pietre



Nemmeno noi lanceremo le pietre,
nemmeno noi possiamo farlo.
Ma non lanciarle neanche Tu contro di noi.
Lasciale in terra, come facesti con l'adultera e seguita a scrivere sopra la polvere.
Cosa scrivessi non è detto, e gli interpreti più severi pensano che scrivessi le colpe di quella poveretta.
Ma noi non crediamo che Tu avessi bisogno, per perdonare, di prenderTi quella piccola rivincita e di fare uno squallido elenco di peccati.
Noi preferiamo credere che sulla terra, scrivessi i titoli della tua Misericordia

lunedì 1 maggio 2017

Vieni





Ti ringrazio mio Dio
che mi hai creato:
mi hai fatto abitare questa terra,
mi hai fatto vedere il sole e la luna,
ed ascoltare l'usignuolo;
che mi hai dato amici da amare 
e amici che mi hanno amato;
che mi hai svelato la tua faccia 
e mostrato i tuoi occhi senza fondo.
Ora Ti prego di farmi nascere di nuovo in Te.
E la mia dipartita sarà senza rimpianto,
se Tu mi prendi per mano e mi conduci nel tuo Regno.
La neve cada pure sulla mia tomba,
 e tu erba germoglia,
e voi papaveri, fiorite e fiammeggiate al sole,
mentre io aspetterò il ritorno del Signore Gesù.
E insieme alla neve dirò:
"Vieni!"  
E insieme all'erba dirò:
"Vieni!"
E insieme ai fiori dirò:
"Vieni!"
E le albe e i tramonti, le sere, le notti, le stelle, il cielo, il mare, l'universo diranno:
"Vieni!"



venerdì 30 dicembre 2016

Silenzioso natale di Maria



Questo, Maria, è il tuo natale silenzioso,non festeggiato dai voli degli angeli e dall'omaggio dei pastori, ma custodito entro di te.
Nel tuo grembo il cielo e la terra s'incontrano; il tuo grembo è pregno della storia universale, che si compie, in uno spazio così tenero e bianco di carne tiepida e innocente.
Forse te lo accarezzi e te lo guardi, con pudica emozione, come fa ogni madre in attesa del figlio. 
E aspetti, con trepida speranza, di vedere come mai sia il volto  del Dio invisibile cui tu stai dando visibilità.

domenica 11 dicembre 2016

Preghiera del seme


Orbato dalle foglie 
il mondo piange. 
Ovattato di nebbia 
il mondo tace.
Seminato di grano
 il mondo attende 
ricoperto di neve 
il mondo spera. 
La terra, 
come il turgido grembo di Maria, 
elabora il suo frutto, 
al buio. 
Assisti o Dio, 
la verde trama dei germogli,
così come la rossa rete di vene, 
nella carne del figlio: 
d'ogni figlio di donna,
di uomo, 
di terra, 
di cielo. 
E' nella carne
 del tuo Figlio Gesù

sabato 5 novembre 2016

Verbo eterno di Dio

 

Verbo eterno di Dio, 
che hai voluto incarnarTi in Gesù Cristo,
pensiero infinito dell'infinito,
ombra della sua luce,
canto del suo silenzio.
Tu che sei la parola
di chi non ha parole
la voce dell'ineffabile,
la manifestazione dell'indicibile,
in Te
sono state pensate tutte le cose 
che esistono,
che esisteranno,
che potrebbero esistere,
tutte le realtà
e le possibilità degli universi.
E tu soltanto
sai quanti sono gli universi
e gli astri che ruotano intorno alla tua gloria.
Tutte le cose
hanno il segno di Te,
che è il segno stesso del Padre,
trasmesso dalla tua luce infinita.
Noi Ti adoriamo nella carne
e al di là della carne anche prima che assumessi
sembianze,
tangibilità,
visibilità.
Spingiamo i nostri occhi
in quell'eternità insondabile di Dio
che chiamiamo cielo,
e in Te
troviamo il primo modello della Terra.
E Ti adoriamo,
per quelle tue mani senza mani,
e che avrebbero avuto mani,
che hanno impastato i mondi
e seminato gli astri nei cieli
e che alla fine hanno impastato il fango umano
per trarne noi,
tuoi figli,
tuoi fratelli,
tuoi amici
e consorti,
noi
di cui hai voluto sposare
la carne,
la sorte,
e la vita.

domenica 18 settembre 2016

O insensata cecità del mondo e dell'anima





O insensata cecità del mondo e dell'anima, che in questi beni terreni pone la sua speranza, e per si piccola cosa e per si breve tempo perde la eterna gloria e acquista la pena eterna per due dì che ha dì possedere questi beni!
Certamente questo non viene se non da grandissima cecità: poiché l'anima avviluppata nel falso amore di queste cose transitorie, fatta già insensibile e perduto il sentimento della ragione, diventa una bestia..
Ma quelli che disprezzano queste cose seguitando te o Cristo, Maestro divino, in povertà, miseria e dolori, come in poco tempo vedono terminata ogni loro fatica e giungono nel riposo eterno !…
Fà dunque o Signore, che ponga tutto l'amore e il desiderio e l'affetto mio in te, infinito bene, che mi hai serbato infiniti gaudi e consolazioni eterne, se levo l'amore da queste cose transitorie e in te lo pongo…
O quanto e grande è la moltitudine della tua dolcezza o buon Dio, la quale tu riserbata a quelli che ti temono!



operette volgari 1,2 p 59-60 62-3

martedì 3 maggio 2016

A Maria, donna senza retorica



Fà che le nostre labbra 
rechino il profumo del silenzio 


Santa Maria, donna senza retorica, prega per noi inguaribilmente malati di magniloquenza.
Abili nell'usare la parola per nascondere i pensieri più che per rivelarli, abbiamo perso il gusto della semplicità.
Convinti che per affermarsi nella vita bisogna saper parlare anche quando non si ha nulla da dire, siamo diventati prolissi e incontinenti.
Esperti nel tessere ragnatele di vocaboli sui crateri del "non senso", precipitiamo spesso nelle trappole nere dell'assurdo come mosche nel calamaio.
Incapaci di andare alla sostanza delle cose, ci siamo creati un'anima barocca che adopera i vocaboli come fossero stucchi, e aggiriamo i problemi con le volute delle nostre furbizie letterarie.
Santa Maria, donna senza retorica, prega per noi peccatori, sulle cui labbra la parola si sfarina in un turbine di suoni senza senso. Si sfalda in mille squame di accenti disperati. Si fa voce, ma senza farsi mai carne. Ci riempie la bocca, ma lascia vuoto il grembo. Ci dà l'illusione della comunione, ma non raggiunge neppure la dignità del soliloquio. E anche dopo che ne abbiamo pronunciate tante, perfino con eleganza e a getto continuo, ci lascia nella pena di una indicibile aridità: come i mascheroni di certe fontane che non danno più acqua e sul cui volto è rimasta soltanto la contrazione del ghigno.
Santa Maria, donna senza retorica, la cui sovrumana grandezza è sospesa al rapidissimo fremito di un fiat, prega per noi peccatori, perennemente esposti, tra convalescenze e ricadute, all'intossicazione di parole.
Proteggi le nostre labbra da gonfiori inutili. Fa' che le nostre voci, ridotte all'essenziale, partano sempre dai recinti del mistero e rechino il profumo del silenzio.
Rendici come te, sacramento della trasparenza.
E aiutaci, finalmente, perché nella brevità di un "sì" detto a Dio ci sia dolce naufragare: come in un mare sterminato.