lunedì 10 novembre 2014

Il cristianesimo senza i cristiani


Il “pastore” (una lezione) predica il Cristianesimo in quanto di funzionario e prebendato, quindi “oggettivamente”; naturalmente non gli passa per la testa di vivere in conformità della sua predica (certo, in realtà questo è anche naturale:  fare il contrario sarebbe proprio l’esigenza cristiana!).
 Egli dice: il mio compito è di predicare il Cristianesimo! Come quel bidello di Holberg che tracciava sulla carta alcuni scarabocchi che nessuno, (neppure lui!) riusciva a leggere e a chi ne lo rimproverava rispondeva che il suo compito era soltanto di scrivere non di leggere, perché il leggere spettava ai professori!...
Così quindi non era giusto dire: Nessuno, neppure lui stesso, poteva leggere quel che aveva scritto perché egli pensava che il suo dovere finiva nel tracciare quegli scarabocchi. Parimenti il pastore, agisce in conformità della predica- dicendo ch’egli è stato assunto soltanto per predicare e che da lui non si può esigere di più.
Questo per la predica del pastore. I Cristiani invece si sbarazzano dell’agire  in conformità della predica col pretesto che hanno già troppe cose a cui badare, e che un Cristianesimo così austero non si può esigere che dal pastore, dall’uomo di Dio!

Ed eccoci, quindi al risultato: “un Cristianesimo senza cristiani”..

Soren kierkegaard, diario

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