mercoledì 29 agosto 2012

Predichiamo Cristo crocifisso


E' cosa nobile e santa meditare sulla passione di Cristo; questo é il modo di arrivare alla santa unione con Dio. In questa santissima scuola s'impara la vera sapienza: qui l'hanno imparata i santi. Quando poi la croce del nostro dolce Gesù avrà poste più profonde radici nel vostro cuore, canterete: Soffrire, non morire; oppure: Soffrire o morire; oppure ancora meglio: Non soffrire e non morire, ma solamente trasformarsi totalmente secondo la volontà divina. L'amre é virtù unitiva e fa proprie le pene dell'amato Bene. Un tal fuoco, che penetra fin nelle midolla delle ossa, trasforma l'amante nell'amato e unisce in modo così sublime l'amore col dolore, il dolore coll'amore, da formare un insieme di amore e di dolore tanto unito che non si distingue né l'amore dal dolore, né il dolore dall'amore. L'anima amante gioisce nel suo dolore e fa festa nel suo doloroso amore.
Siate dunque fedeli nell'esercizio delle virtù e massime nell'imitare il dolce Gesù paziente, perché questo é il gran culmine del puro amore. Fate che non solamente nell'interno, ma anche nell'esterno si veda da tutti che portate l'immagine di Gesù Crocifisso, tutto dolce, mansueto, paziente. Chi infatti si mantiene interiormente unito con il Figliuolo del Dio vivo, ne porta l'immagine anche al di fuori, con un continuo esercizio d'eroica virtù e massime d'un patire virtuoso, che non si lamenta né di dentro né di fuori. Statevene così tutti nascosti in Gesù Crocifisso, senza desiderare altro che d'essere tutti trasformati per amore in ciò che egli vuole in tutto, in tutto.
Così, divenuti veri innamorati del Crocifisso, celebrerete ogni momento la festa della croce nel tempio interiore, in un silenzioso penare senza appoggio a creatura alcuna. E poiché le feste si celebrano con allegrezza, così la festa della croce dei devoti del Crocifisso si fa penando e tacendo con volto ilare e sereno, perché tal festa sia più segreta alle creature e scoperta solamente al sommo Bene. In questa festa si fa sempre solenne banchetto, perché ci si nutre della divina volontà, ad esempio del nostro Amore Crocifisso.

Dalle «Lettere» di san Paolo della Croce, sacerdote


Nessun commento:

Posta un commento