sabato 20 ottobre 2012

La luce del cristiano non può rimanere nascosta.


Niente è più freddo del cristiano che non si cura della salvezza degli altri. Non puoi qui tirar fuori la povertà; infatti quella donnetta che mise le due monetine ti accuserà. Anche Pietro diceva: “ Non possiedo né argento né oro” (At 3, 6). Cosi Paolo era talmente povero da patire spesso la fame e mancare del cibo necessario. 
Non puoi mettere avanti la tua umile condizione; essi infatti erano di basse origini, nati da poveri. Non puoi addurre il pretesto dell’ignoranza; anche loro erano illetterati. Non puoi obiettare che sei debole; cosi era anche Timoteo, che soffriva di frequenti infermità. 
Chiunque può essere utile al prossimo, se vuole compiere la sua parte. Non vedete le piante ornamentali, come sono rigogliose, come sono belle, sviluppate, snelle e alte? Ma se, avessimo un orto vorremmo avere melograni e olivi fecondi piuttosto che quelle; quelle infatti sono per il godimento, non per l’utilità; e se vi è qualche utilità, è molto poca. 
Così sono coloro che vedono soltanto i propri interessi; anzi non sono neppure così, ma atti solamente ad essere puniti. Quelle piante infatti servono almeno agli edifici e al riparo delle cose. Così erano quelle vergini: caste, decorose, modeste, ma a nessuno utili e perciò buttate nel fuoco. Così sono quelli che non nutrono Cristo. 
Nota poi come nessuno di essi è accusato per i suoi peccati: non perché ha fornicato, non perché ha spergiurato, niente di tutto questo; ma perché fu inutile agli altri. Tale era colui che sotterrò il talento: presentava una vita senza colpe, ma inutile agli altri.
Come, di grazia, potrebbe essere cristiano chi è così? Se il lievito mescolato alla farina non porterà tutto a fermentazione, è davvero lievito? E che dire di un profumo che non investa quanti si accostano? Lo si chiamerà ancora profumo? 
E non dire: “Non posso indurre gli altri”; perché, se sarai cristiano, questo non potrà non avvenire. Infatti come le cose che sono di eguale natura non sono in contraddizione tra loro, così di quanto stiamo dicendo: fa parte della natura stessa del cristiano.
Non offendere Dio. Se dici che il sole non può splendere, gli fai torto; se dici che il cristiano non può far del bene, offendi Dio e lo rendi bugiardo. E’ più facile infatti che il sole non scaldi e non brilli, che un cristiano non risplenda; e più facile che la luce sia tenebra, che accada questo. 
Non dire che è impossibile; è invece il contrario impossibile. Non offendere Dio. Se noi facciamo bene la nostra parte, questo avverrà sicuramente e si svolgerà come un fatto naturale. Non può la luce d’un cristiano restare nascosta; non può restare nascosta una fiaccola cosi splendente.
  
(San Giovanni Crisostomo, Omelie sugli Atti degli Apostoli)
 

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